Visualizzazione post con etichetta curiosità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta curiosità. Mostra tutti i post
La recente vacanza in montagna nella bellissima Val Venosta ci ha portato a scoprire un preparato dal nome misterioso quanto inquietante...il Tiroler Murmelin, spesso associato all'olio di marmotta.

Il nome corretto in realtà è Franzbranntwein, ovvero alcolato tirolese d'erbe.

tiroler murmelin


Nel corso del mio passato "atletico" ho sentito spesso nominare questo prodotto, usato soprattutto per la frizione dei muscoli.

In ogni caso il Tiroler Murmelin è ben diverso dall'olio di marmotta che molti citano. Quest'ultimo infatti è un preparato tradizionale delle genti di montagna, che contiene vero grasso di marmotta, fatto sciogliere a bagnomaria e conservato poi come unguento...
Nonostante le proprietà di questo sembrino notevoli, in particolare per le articolazioni, l'idea di una povera marmotta uccisa per il suo grasso non mi alletta per niente...

Tornando a noi, l'alcolato d'erbe è un olio composto da:
  • alcol
  • acqua
  • estratto di arnica montana: ha proprietà sia di tipo analgesico che antiecchimotico e antinfiammatorio;
  • estratto di pino mugo: antinfiammatorio, stimola il sistema immunitario;
  • mentolo: decongestionante, analgesico;
  • limonene: antisettico;
  • estratto di lichene evernia prunastri: sedativo, calmante, antisettico, emolliente.
Pino mugo
Pino mugo



Evernia prunastri
Evernia prunastri
Arnica montana
Arnica montana

A questo punto mi piacerebbe trovare un modo per produrlo in casa, visto che arnica e pino mugo sono facilmente reperibili nei nostri boschi. Ho trovato delle istruzioni ma mi sembra davvero complicato...

E' indicato prima e dopo lo sport, per sciogliere i muscoli, nonchè per altri dolori muscolari, grazie alle proprietà delle piante alpine contenute. Arnica, olio di pino mugo e mentolo stimolano la circolazione sanguigna e quindi aiutano ad accelerare il recupero muscolare, inoltre alcol e mentolo danno un effetto di raffreddamento seguita da calore, con grandissimo beneficio soprattutto per le gambe pesanti.
Noi lo utilizziamo tantissimo dopo lunghe pedalate in mtb o sciate su neve fresca. Un piccolo consiglio, recuperate uno spruzzatore (ad esempio di un profumo terminato) e travasate un po' di olio di marmotta: così è più facile spargerlo sulle gambe.


olio di marmotta
Marmotta


Dopo un po' di ricerche online ho trovato un'azienda che produce l'olio di marmotta e il sito dove comprarlo direttamente online.


Il sito di vendita diretta dell'olio di marmotta (e non solo) della ditta austriaca di St. Anton BANO su cui si possono acquistare diversi prodotti naturali.
Tra questi il mio preferito olio di marmotta che usiamo per rilassare i muscoli dopo una intensa attività fisica.
L'effetto rilassamento, dopo una forte sensazione rinfrescante, è assicurata.
Utile anche la crema Murmellin per intervenire su contratture, ematomi e colpi.

Abbiamo richiesto all'azienda informazioni sugli ingredienti dei loro prodotti tramite email. Onestamente non ci sono sembra molto disponibili. Tuttavia, rassicurati dalla loro risposta, abbiamo ordinato la nostra scorta. La spedizione (un po' cara) è stata lenta ma alla fine è arrivato tutto.


Il dopo giro MTB sulle Alpi

Senza nulla togliere al nostro amato Piccolo atlante degli alberi di montagna, vi segnaliamo alcune schede a cura del Portale del legno trentino, con particolare attenzione alle specie di aghifoglia tipiche del territorio trentino, tra cui abete rosso, abete bianco, larice, pino cembro, pino silvestre, pino nero.

Ecco il link alle schede http://www.legnotrentino.it/interne/foreste_e_alberi_interna.ashx?ID=10030.

Trentino Pale di San Martino bosco

Come per tutti gli sport da fare all'aria aperta (o outdoor sport o action sport o sport di montagna), non esiste una data precisa per l'inizio o la fine della stagione di mountain bike.

La stagione inizia in base a diversi fattori, il meteo stagionale su tutti, ma anche la durata delle giornate (intese come ore di luce).

Sebbene grazie agli sviluppi tecnologici abbiamo a disposizione fari e frontali da illuminare a giorno i percorsi di MTB, solo girare con la luce naturale consente di godersi a pieno i percorsi e i panorami.

Tuttavia, direi che il cambio stagionalità (dagli sport invernali a quelli estivi) cade in marzo.



Spesso le immagini valgono più di mille parole.
Vi consigliamo quindi di visitare la Climate Time Machine, una serie di animazioni elaborate dalla NASA in cui vengono mostrati gli effetti dei cambiamenti climatici in termini di ghiacci, livello delle acque, concentrazioni di CO2 e temperature.
Inquietante.



Climate Change: Vital Signs of the Planet: Global Climate Change and Global Warming. Current news and data streams about global warming and climate change from NASA.

In pochi ne avranno sentito parlare, ma abbiamo scoperto che anche il monociclo (unicycle in inglese) si è evoluto nel tempo fino a diventare anche un mezzo per l'offroad.
Si chiamano anche munis (mountain unicycles), hanno ruote grasse ma non sospensioni e immagino siano incredibilmente difficili da guidare!

© Sebastian Doerkhttp://www.redbull.com/it/it/bike/stories/1331709528266/lutz-eichholz-fare-downhill-estremo-con-il-monociclo


A Moab, patria dei biker mondiali, si tiene addirittura un raduno, dove si può vedere che i monocicli non temono percorsi che neanche alcuni biker tradizionali non vorrebbero affrontare...




Avevamo parlato in un post precedente dell'olio di marmotta, o Tiroler murmelin.
Noi lo avevamo scoperto in un negozio della Val Venosta, ma finalmente ho trovato dove comprarlo direttamente online.


tiroler murmelin shop online
https://www.bano.at/en/homepage.html

Ho trovato il sito di vendita diretta della ditta austriaca di St. Anton BANO su cui si possono acquistare diversi prodotti naturali.
Tra questi il mio preferito olio di marmotta che usiamo per rilassare i muscoli dopo una intensa attività fisica. L'effetto rilassamento, dopo una forte sensazione rinfrescante, è assicurato.

Esiste anche una versione del Tiroler murmelin in pomata, comoda perchè la sua consistenza aiuta a massaggiare più a lungo in caso di dolori muscolari.


Quest'anno per la prima volta abbiamo voluto addobbare la nostra nuova casa con un albero di natale.

Le alternative classiche, però, non ci convincevano: l'albero sintetico è un po' triste, l'albero naturale è antiecologico, quindi ho cominciato a cercare in rete delle idee per un albero in materiale riciclato o naturale, che ben si addice alla nostra filosofia di vita.

Ai seguenti link ho trovato alcune idee per creare il proprio albero con materiali tipo bottiglie o lattine vuote, carta, stoffa e quant'altro.
I progetti proposti sono molto carini, alcuni semplici, altri più complicati. In ogni caso non ci convincevano del tutto, mancava il sapore naturale della montagna...
E così, per caso, abbiamo trovato lo spunto in una casetta dei Mercatini di Natale di Pergine: un albero costruito in legno!

Vorremmo quindi condividere il nostro progetto, con parecchio anticipo, in vista del prossimo Natale.


A volte la televisione fa scoprire qualcosa di nuovo... 
Il tutto nasce da un servizio su Longarone e Vajont: nei dintorni infatti esiste una sequoia tanto grande che ha resistito anche alla terribile onda formatasi dalla frana del monte Toc, oltrepassando la diga del Vajont (consiglio a tutti di leggere il libro "Il racconto del Vajont" di Marco Paolini e Gabriele Vacis, la storia di un disastro annunciato).



Il fatto è che non avevo mai pensato che in Italia esistessero le sequoie, gli alberi più imponenti nel regno delle aghifoglie. E invece, basta una veloce ricerca in rete e si scopre che se ne possono trovare alcune anche nelle regioni alpine.
Naturalmente le sequoie più famose sono quelle americane, dove alcuni parchi nazionali includono gli esemplari più grandi del mondo, come il famoso Generale Sherman, considerato  come l'essere vivente più grande al mondo in termini di volume con quasi 1.500 metri cubi (mentre nel 2006 venne scoperto "Hyperion", la sequoia più alta mai conosciuta con i suoi 115 metri, come due Torre di Pisa una sopra l'altra!).


Questa specie è originaria del Nord America ed appartiene alla famiglia delle tassiodacee, molto diffusa nelle ere preistoriche. Si può quindi dire che la sequoia rappresenta un superstite di epoche in cui le forme viventi avevano assunto dimensioni estreme, come i dinosauri.
La sequoia è caratterizzata, oltre dalle dimensioni, da una chioma che tende a diventare cilindrica negli esemplari adulti ed una corteccia molto spessa e solcata verticalmente. Il clima in cui cresce è di tipo oceanico temperato ricco di umidità, non tollera invece climi continentali e temperature troppo rigide, è diffusa fino ad altidudini di 1.000 m sul livello del mare, ma generalmente crescono ad altidudini inferiori ai 300 m, in particolare su terreni di origine alluvionale.


Prima delle glaciazioni questi alberi erano presenti anche in Europa, dove sono stati reintrodotti solo un centinaio di anni fa a scopi ornamentali. Questi casi non raggiungono le dimensioni dei parenti americani, in quanto le condizioni climatiche nelle Alpi ormai sono notevolmente diverse da quelle di un tempo. 
Nei nostri parchi le piante reintrodotte sono più simili alle conifere che conosciamo.
Quindi, gli esemplari presenti nelle Alpi sono raramente endemici e stanno solo a ricordare come potevano essere un tempo le nostre montagne.

Esistono dei criteri UIAA e quindi umanamente riconosciuti che consentono di definire una vetta e differirla da un colle o sperone. Essenzialmente una vetta deve staccarsi dalle altre, eventualmente presenti, ed ergersi nettamente dal resto della montagna (se non ricordo male di almeno 100 metri).
Il concetto di vetta è un concetto prettamente alpinistico-sportivo, non geologico, ma comunque è molto interessante.
Con questi criteri sono stati per esempio contati i 4000 delle Alpi (82) e gli 8000 della terra che finora, sono 14. Già, perchè tempo fa uno studio di accademici CAI italiani ne propone altri 8 e quest'anno un altro team cinese ne propone 3 (vette dei gruppi dell'Annapurna, del Broad Peak e dello Shisha Pangma).


Le vette over 8000 metri quindi potrebbero diventare 22. E non 14 come attualmente. Cosa cambia? Beh, si aprirebbe spazio ad una nuova sfida per gli alpinisti, quella di superare sua maestà Messner e diventare il primo uomo a fare tutti e 22 le vette più alte della terra (rigorosamente senza ossigeno)

Nel dubbio, ecco alcune definizioni di "montagna"...

Montagna

Monte Rosa, Cervino




WIKIPEDIA
Una montagna è un rilievo della superficie terrestre che si estende sopra il terreno circostante in un'area limitata. Secondo le convenzioni europee la sua altezza deve essere di almeno 600 metri sul livello del mare, (s.l.m.) ed il suo aspetto deve essere almeno parzialmente impervio[1]


In senso analogico si parla di montagna anche riferendosi ai rilievi che si incontrano sugli altri pianeti o sui loro satelliti.
La montagna è formata da un agglomerato di terra e roccia che si alza dalla superficie della Terra; essa può raggiungere anche quote molto elevate. Non è facile vivere in zone montuose perché il clima, d'inverno, è molto freddo ed è facile trovare neve e ghiaccio. Durante l'estate i ghiacciai tendono a sciogliersi e ad erodere le rocce su cui poggiano. Gli animali tipici delle zone montane europee sono gli stambecchi, le marmotte e i camosci e, tra le piante, vengono spesso associate all'ambiente montano le genzianelaricistelle alpine ed abeti[2].


Sapere.it
sf. [sec. XIV; latino volg. montania, dall'agg. classico montānus, montano].
1) Rilievo che per estensione e altezza si stacca nettamente dalle alture circostanti. È originato dal corrugamento di formazioni rocciose attraverso processi dinamici della crosta terrestre, detti di orogenesi, o dall'accumulo di lave e prodotti piroclastici provenienti dall'interno della terra (mantello). Non è possibile precisare un valore altimetrico minimo oltre il quale un rilievo deve essere considerato una montagna, dipendendo la valutazione dalla situazione ambientale: così per esempio nella regione himalayana rilievi anche di oltre 2000 m sono considerati solo colline, mentre altrove si dicono montagne rilievi di quota ben inferiore. In genere si intende per montagna un rilievo che oltrepassi i 600 m.