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Senza nulla togliere al nostro amato Piccolo atlante degli alberi di montagna, vi segnaliamo alcune schede a cura del Portale del legno trentino, con particolare attenzione alle specie di aghifoglia tipiche del territorio trentino, tra cui abete rosso, abete bianco, larice, pino cembro, pino silvestre, pino nero.

Ecco il link alle schede http://www.legnotrentino.it/interne/foreste_e_alberi_interna.ashx?ID=10030.

Trentino Pale di San Martino bosco

Si avvicina l'inverno, i primi freddi, la stufa accesa, le giornate sempre più corte....

E come se non bastasse bisogna iniziare a mettere al riparo i fiori che hanno abbellito i balconi per tutta l'estate.

Insomma, un periodo un po' deprimente.

Di solito, per rendere meno spoglio il balcone, lo decoravo con vari rami d'abete bianco fissati ai portavasi e varie pigne raccolte nel bosco (vanno bene quelle di abete rosso o ancora meglio di pino nero, che sono un po' più grandi)

foliage alpi

Il risultato indicativamente sarebbe questo (in questo caso avevo anche a disposizione delle sezioni di ramo di betulla che creavano delle interessanti macchie di colore).

Con l'arrivo della stagione fredda, da millenni (forse da dalla scoperta del fuoco) in montagna (ma non solo) ci si scalda con la cara vecchia legna.

I motivi possono essere i più disparati.
Dalla maggiore facilità di reperire la legna da ardere per alimentare le nostre stufe e camini, passando dall'indubbia eco-sostenibilità, per arrivare alla convenienza e alla facilità di reperimento di questa bioenergia.

Ma è soprattutto il fascino primordiale della fiamma che scalda la nostra tana che ne fa un must nelle case di montagna.

Una baita di montagna e caminetto acceso... meglio di così!
E' un libro che ha fatto parlare di sè: si tratta di un manuale ma con i numeri di vendita da best-seller. Consiglio a tutti gli appassionati di averlo nella propria libreria.



Il libro non parla espressamente delle tecniche di abbattimento degli alberi.
Un argomento che invece mi interessa molto è quello su come accatastare la legna, come si vede sotto ho proprio bisogno  di qualche consiglio su come migliorare la mia tecnica...

La nostra legnaia a pieno regime

Una cosa che ho scoperto leggendo il libro è uno dei motivi per cui il fuoco ha su di noi questo fascino primordiale: a differenza dei caloriferi, la combustione della legna emette onde elettromagnetiche simile a quelle del sole, quindi il fuoco di legna ci sembra un po' come quello che prendiamo fuori durante una bella giornata estiva.
Nel libro ci sono anche consigli per limitare l'emissione di polveri sottili nell'aria che contribuiscono all'inquinamento dell'aria. Anche se viviamo in montagna, la qualità dell'aria è sempre importante.


L'eterna lotta tra chi sostiene che la stufa sia meglio del camino o vicevera per me rimane e rimarrà senza un vincitore. I due strumenti ideati per scaldarci con la legna sono entrambi validi e soprattutto regalano il fascino che una casa di montagna deve avere. 
Stufa o camino
La nostra stufa Rizzoli
La diffusione di uno o dell'altro metodo è legato anche al territorio. In Trentino ad esempio è la stufa, ovvero la cucina economica (o fornasela) a farla da padrona. Ce le ricordiamo nelle cucine delle nostre nonne e in tutte le baite, evolvendosi nel tempo in modelli sempre più efficienti. Al contrario, in Abruzzo è il caminetto ad essere più diffuso. Entrambi i metodi comunque hanno lo scopo di scaldare più ambienti possibili, approfittando del calore per cucinare, e infatti le ricette tipiche del territorio sono legate anche al metodo di cottura.

La sostenibilità ed economicità del riscaldamento con la legna è indubbia. Se poi la si usa anche per cucinare come facciamo sulla nostra stufa, il risparmio economico è garantito.
Ulteriore motivazione all'uso della legna per riscaldamento sono gli incentivi statali che vengono offerti sull'acquisto delle stufe. 

Sulla sostenibilità del riscaldamento con la legna, è stato stimato che la combustione della legna emette la stessa quantità di CO2 che l'albero ha assorbito per la sua crescita. Quindi di fatto il riscaldamento a legna è un'energia a impatto zero.
Oltre a questo bisogna considerare che, al contrario dell'energia fossile, è una fonte di energia rinnovabile. Talmente rinnovabile che sulla terra molto probabilmente sarà disponibile quando l'uomo non l'abiterà più.

Per noi il riscaldamento con la legna, con stufa o camino che sia, rimane il metodo più ecologico per riscaldare le case per chi vive in montagna (e non solo).
Bisogna comunque tenere alcuni comportamenti per non limare il vantaggio ecologico che il riscaldamento a legna ci fornisce:
Proseguendo con gli spunti per un giardino colorato e fiorito anche per chi vive in montagna (se non l'avete ancora fatto, leggete il post precedente), una bella aiuola non è composta solamente dagli arbusti di media grandezza, ma può essere riempita anche nella parte bassa.
Infatti, la base è sì coperta dalla corteccia di larice, ma per evitare la monotonia si possono aggiungere dei fiori che cresceranno in periodi diversi e daranno movimento a tutto l'ambiente.

BULBI

Già in questo periodo di fine inverno possiamo avere le prime fioriture date da bulbi interrati nell'autunno precedente. Il terreno infatti li protegge dalle temperature più rigide, come possiamo notare passeggiando nel bosco.
I primi fiori del sottobosco infatti sono i crocus (di colore bianco, lilla, viola, ecc), ciclamini e narcisi. Ad esempio, l'anno scorso ho provato ad interrare dei bulbi di narciso che venivano da un vasetto ormai sfiorito e quest'anno sono comparsi dei magnifici fiori gialli!

crocus fiore montagna giardino
Crocus
aiuola, giardino, montagna
Narciso



pianta giardino montagna aiuola
Ciclamino

La traccia Strava riportata sotto è stata registrata con il mio cellulare, che ho utilizzato come navigatore caricando il GPX sull'applicazione Oruxmaps.

Il percorso si snoda su un bellissimo paesaggio alpino, tra prati, boschi, malghe e cime ancora innevate. Appartiene al circuito Dolomiti Lagorai Bike, secondo noi uno dei più belli ed organizzati del Trentino.


Ecco la traccia Strava.
Ecco uno dei percorsi più piacevoli che possiamo trovare in Alta Valsugana, di stampo prettamente cross-country.
Il percorso fa parte del bel circuito dei 60 km della Vigolana, nostro "parco giochi" per i pochi anni in cui abbiamo vissuto sull'altopiano.

Nel circuito ci sono anche dei percorsi adatti alle mountain handbike.

percorsi mountain bike: vigolana


Ecco la traccia registrata con l'applicazione Strava sul nostro cellulare:
I boschi delle nostre montagne producono in estate i frutti tra i più belli e gustosi dell'anno: fragole, lamponi, more e mirtilli!


Frutti di bosco
Frutti di bosco

Vivendo nella valle della Cooperativa Sant'Orsola dei piccoli frutti è stato naturale toccare con mano il mondo dei piccoli frutti.

I più diffusi in Italia sono:
  • fragole
  • fragoline di bosco
  • mirtilli neri e rossi
  • ribes bianco e rosso
  • uva spina
  • more
  • lamponi
  • ciliegie


Questi frutti, oltre che gustosi, hanno notevoli proprietà nutrizionali (sono ricchi di vitamine nobili) che li rendono frutti ideali da gustare tutto l'anno. Purtroppo la loro disponibilità, e di conseguenza il loro costo, varia notevolmente durante l'anno, trattandosi di frutti fortemente influenzati dalle condizioni metereologiche, nonostante in molti casi vengano coltivati in serre. Nel loro clima ideale, quello di media montagna, da fine maggio - inizio giugno si inizia con l'uva spina, poi si passa alle fragole, poi i ribes e lamponi, mirtilli ed infine le more. Questo per quanto riguarda le qualità unifore; discorso diverso per quanto riguarda le piante di qualità bifere, che fioriscono e fruttificano 2 o più volte l'anno. Tra queste si trovano di fragole, fragoline e di lamponi.

Per chi dispone di un orto, i frutti di bosco sono facilmente coltivabili per una piccola produzione domestica. Tra i più semplici si trovano i lamponi, che una volta cresciuti producono di anno in anno nuovi polloni. Analogamente le more, mentre i mirtilli richiedono un terreno acido che normalmente è differente da quello dell'orto ed implica un trattamento particolare. Discorso a parte per le fragole, che possono essere tranquillamente coltivate in vasi (così come fanno ormai anche i produttori agricoli). Anche i lamponi in alcuni casi vengono coltivati direttamente in vaso (clicca qui).

Detto questo, lo scopo di tutto ciò è il gusto... Quindi, parlando di cucina, il miglior uso di questi frutti è nelle infinite varietà di dolci.
Sappiamo già che tutti i frutti di bosco sono buonissimi anche da crudi.

Yogurt naturale con frutti di bosco freschi


Per chi voglia invece farne gustose marmellate, le possibilità sono infinite...

e chi più ne ha, più ne metta!

Considerando la differenza di periodi di fruttificazione, un trucchetto per riuscire a fare un ottimo misto bosco è quello di raccogliere man mano i frutti durante l'estate per poi conservarli in freezer. In autunno, quando purtroppo le piante smettono di produrre, avremo la giusta quantità di frutti di bosco da poter utilizzare per fare una magnifica marmellata... oppure condire un gelato con una salsa calda e dolcissima.
In Italia i boschi occupano lo 0.4% di tutta la superficie nazionale. Sono quasi 9 milioni di ettari. In tutta Europa la percentuale sale drammaticamente al 44% per un totale di circa 176 milioni di ettari. Un'enormità.

bosco
Bosco alpino in veste autunnale

Durante le ore passate nel bosco ci siamo spesso chiesti quali fossero le magnifiche piante che ci circondavano. Nonostante gli anni di scout in stile Giovani Marmotte i ricordi erano pochi... Ho deciso che la cosa migliore era documentarsi sugli alberi di montagna, in modo da riconoscere con poche caratteristiche quelli che avevamo di fronte. Quindi questa vuole essere, senza alcuna velleità istruttiva, una semplice guida per conoscere gli alberi delle nostre montagne.

Di seguito un elenco (non esaustivo) di alcune specie di alberi di montagna che popolano i nostri boschi:



Durante le ore passate nel bosco ci siamo spesso chiesti quali fossero le magnifiche piante che ci circondavano. Nonostante gli anni di scout in stile Giovani Marmotte i ricordi erano pochi... Ho deciso che la cosa migliore era documentarsi sugli alberi di montagna, in modo da riconoscere con poche caratteristiche quelli che avevamo di fronte. Quindi questa vuole essere, senza alcuna velleità istruttiva, una semplice guida per conoscere gli alberi delle nostre montagne.

Di seguito un elenco (non esaustivo) di alcune specie di alberi di montagna che popolano i nostri boschi:


Dopo le numerose piovute della settimana scorsa finalmente è tornato il bel tempo. Sembravano le condizioni ideali per un'ondata di funghi nei nostri boschi...
Un breve giro nel bosco della Valle dei Mocheni, a una quota di circa 1000-1100 metri, ci ha graziato con pochi gallinacci (molto piccoli, probabilmente stavano cominciando a crescere solo ora) e un nuovo arrivo nella lista dei funghi che conosciamo: la Russula.


Non sappiamo di preciso quale specie abbiamo trovato, anche se probabilmente si tratta della Russula cyanoxantha (o Colombina maggiore).
Cresce nei boschi sia di latifoglie che di aghifoglie.
Il cappello è convesso, con il margine incurvato. Il colore è facilmente riconoscibile, infatti varia dall'azzurro al verdastro a violetto.
Le lamelle sono bianche, così come il gambo, cilindrico e massiccio.
I libri lo definiscono un fungo dalla buona commestibilità anche se, a dire il vero, il gusto nel risotto non era particolarmente intenso.

La Colombina maggiore potrebbe confondersi con altre specie della stessa famiglia, come la Russula xerampelina (o Colombina a odore di aringa), il cui nome indica chiaramente il forte odore che il fungo emana, anche se la commestibilità è comunque buona.
Altra specie, ma di minor certezza sulla commestibilità, è la Russula obscura (Rossola color vinaccia), che si può comunque distinguere per il colore giallastro delle lamelle e per la carne, che con l'età tende al grigio.


L'estate è il periodo perfetto per passeggiare nei boschi con la speranza di fare un raccolto sufficiente, quanto meno, per un bel risotto... già, stiamo parlando di funghi. E' già la seconda volta in una settimana che andiamo alla loro ricerca, in particolare di finferli (o margherite o galinacci o scientificamente Cantharellus cibarius), e spinti dall'entusiasmo per il primo piccolo raccolto abbiamo cercato di documentarci per capire quali siano le giornate adatte alla crescita dei funghi, quali le zone più ricche, quali le specie più facili da individuare.