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È purtroppo arrivato il momento di cambiare il nostro amato Verdone.
Il  Volkswagen T4 California del 1993 non può più essere il nostro compagno di avventure nelle vacanze e nella vita quotidiana.

Questo perchè la sua impronta ambientale, burocraticamente definita Euro 1, non ci consente di usarlo per andare a lavoro durante la stagione fredda (per abbassare il livello degli inquinanti, i mezzi classificati fino ad Euro 3 sono banditi dalle città nelle principali ore della giornata). E da qualche giorno non possiamo più fare car sharing per i nostri impegni quotidiani.

Adoriamo però fare vacanze in campeggio, quindi abbiamo deciso di cambiare il nostro T4 con un mezzo della stessa "pasta", ma più recente.

Volkswagen California Beach Edition
Volkswagen California Beach Edition
Sul mercato si trovano diversi furgoni camperizzati:

  • l'Hymercar Sydney (allestito su base del furgone leader del mercato Fiat Ducato)
Hymercar Sydney
Mercedes Marco Polo

Westfalia Club Joker City


Volkswagen California


Ci sono anche diversi allestitori artigianali italiani (e non solo) che realizzano dei camperini davvero fantastici: i veneti C-lover e i piemontesi Solaria sono gli artigiani che apprezziamo maggiormente per la qualità e la versatilità delle loro soluzioni.

Volkswagen T5 Bondi Beach
C-Lover: Volkswagen T5 Bondi Beach a passo lungo
Una trasformazione Solaria del T5

Tutti questi bellissimi mezzi condividono purtroppo un grande difetto: sono davvero costosi.
Un nuovo furgone camperizzato a dovere (cucina, mobili, tetto a soffietto) esce con prezzi che partono da oltre i 60.000 euro.
Decisamente troppi.

Di mezzi usati se ne trovano tanti, soprattutto in Germania e soprattutto di Volkswagen California, ma è impossibile trovare un mezzo recente (almeno con classificazione inquinamento Euro 5) con un numero di anni e chilometraggio non camionistico (sotto i 10 anni e sotto i 100.000 km) a prezzi sensati (abbiamo trovato offerte di modelli usati di 2 anni allo stesso prezzo di mezzi nuovi).

In Volkswagen e in Mercedes hanno capito che una parte dei potenziali clienti era tagliata via da mezzi così costosi (in alcune parti d'Italia a quel prezzo si riesce ad acquistare un bell'appartamento).
Così, qualche anno fa, hanno messo sul mercato furgoni camperizzati più economici ed essenziali: il California Beach e il Marco Polo Activity.
Entrambi i mezzi hanno un prezzo base di 40.000 euro, circa il 40% in meno dei fratelli maggiori.

Ma questi modelli di piccoli camper non saranno "troppo" essenziali per fare campeggio?
Ci abbiamo pensato molto.
La nostra attenzione si è rivolta al California Beach: anche se i prezzi sono del tutto similari, il California ha più mercato del Marco Polo, forse perchè esteticamente è meno elegante (e meno triste) e gli interni sono più funzionali e meno lussosi.

Tralasciando la dotazione automobilistica di serie (l'elenco degli optional è lunghissima), quella camperistica dei California Beach è molto breve ma decisamente azzeccata:
  • tetto sollevabile manualmente
  • letto superiore con rete in doghe 
  • divano posteriore trasformabile in letto
  • prolunga del letto del divano (chiamata Multiflexboard, un attrezzo che oltre a fare da prolunga del letto permette di utilizzare al meglio lo spazio del portabagagli)
  • 2 sedie da campeggio incluse e riposte in apposito vano a scomparsa nel portellone posteriore,
  • tavolo multifunzione (da interno e esterni)
  • tenda a rullo oscurante su tutti i finestrini (incluso il lunotto)
  • sedili anteriori ruotabili
  • batteria di servizio aggiuntiva
  • riscaldamento ausiliario (a motore fermo)
Anche la lista degli optional da campeggio è lunghissima (ad esempio utilissima la presa della corrente esterna), ma aggiungendo gli optional il vantaggio di prezzo diminuisce velocemente e la versione California Ocean (che fino a qualche anno fa si chiamava Confortline, ossia quella con cucina e armadi) diventa più vantaggiosa.
La dotazione di un California Beach ci sembra più che adeguata per un fare un campeggio di un week-end oppure una bella vacanza in campeggio.
Nel corso della vita, un furgone, seppur camperizzato, viene utilizzato purtroppo più come auto che come camper.
Che senso ha avere tutto l'allestimento completo montato nel furgone appesantendo sia il conto in banca che i consumi di carburante?
D'altronde, noi furgo-camperisti che, pur di stare all'aria aperta, sviluppiamo il nostro spirito di adattamento, non possiamo accontentarci anche di un California Beach?

Volkswagen T6 California Beach
Volkswagen T6 California Beach


La recente vacanza in montagna nella bellissima Val Venosta ci ha portato a scoprire un preparato dal nome misterioso quanto inquietante...il Tiroler Murmelin, spesso associato all'olio di marmotta.

Il nome corretto in realtà è Franzbranntwein, ovvero alcolato tirolese d'erbe.

tiroler murmelin


Nel corso del mio passato "atletico" ho sentito spesso nominare questo prodotto, usato soprattutto per la frizione dei muscoli.

In ogni caso il Tiroler Murmelin è ben diverso dall'olio di marmotta che molti citano. Quest'ultimo infatti è un preparato tradizionale delle genti di montagna, che contiene vero grasso di marmotta, fatto sciogliere a bagnomaria e conservato poi come unguento...
Nonostante le proprietà di questo sembrino notevoli, in particolare per le articolazioni, l'idea di una povera marmotta uccisa per il suo grasso non mi alletta per niente...

Tornando a noi, l'alcolato d'erbe è un olio composto da:
  • alcol
  • acqua
  • estratto di arnica montana: ha proprietà sia di tipo analgesico che antiecchimotico e antinfiammatorio;
  • estratto di pino mugo: antinfiammatorio, stimola il sistema immunitario;
  • mentolo: decongestionante, analgesico;
  • limonene: antisettico;
  • estratto di lichene evernia prunastri: sedativo, calmante, antisettico, emolliente.
Pino mugo
Pino mugo



Evernia prunastri
Evernia prunastri
Arnica montana
Arnica montana

A questo punto mi piacerebbe trovare un modo per produrlo in casa, visto che arnica e pino mugo sono facilmente reperibili nei nostri boschi. Ho trovato delle istruzioni ma mi sembra davvero complicato...

E' indicato prima e dopo lo sport, per sciogliere i muscoli, nonchè per altri dolori muscolari, grazie alle proprietà delle piante alpine contenute. Arnica, olio di pino mugo e mentolo stimolano la circolazione sanguigna e quindi aiutano ad accelerare il recupero muscolare, inoltre alcol e mentolo danno un effetto di raffreddamento seguita da calore, con grandissimo beneficio soprattutto per le gambe pesanti.
Noi lo utilizziamo tantissimo dopo lunghe pedalate in mtb o sciate su neve fresca. Un piccolo consiglio, recuperate uno spruzzatore (ad esempio di un profumo terminato) e travasate un po' di olio di marmotta: così è più facile spargerlo sulle gambe.


olio di marmotta
Marmotta


Dopo un po' di ricerche online ho trovato un'azienda che produce l'olio di marmotta e il sito dove comprarlo direttamente online.


Il sito di vendita diretta dell'olio di marmotta (e non solo) della ditta austriaca di St. Anton BANO su cui si possono acquistare diversi prodotti naturali.
Tra questi il mio preferito olio di marmotta che usiamo per rilassare i muscoli dopo una intensa attività fisica.
L'effetto rilassamento, dopo una forte sensazione rinfrescante, è assicurata.
Utile anche la crema Murmellin per intervenire su contratture, ematomi e colpi.

Abbiamo richiesto all'azienda informazioni sugli ingredienti dei loro prodotti tramite email. Onestamente non ci sono sembra molto disponibili. Tuttavia, rassicurati dalla loro risposta, abbiamo ordinato la nostra scorta. La spedizione (un po' cara) è stata lenta ma alla fine è arrivato tutto.


Il dopo giro MTB sulle Alpi

La TFK è un'azienda tedesca specializzata nella produzione di passeggini.

Uno dei suoi prodotti di punta è senza ombra di dubbio il passeggino della serie Joggster.

E' un passeggino con ruote "alte", cioè dal diametro più grande del solito, adatte sia per la corsa (del conducente) che per i percorsi accidentati (cittadini) e sterrati (in montagna). Ed è proprio questo il motivo per cui lo abbiamo scelto. Infatti, ora che la famiglia di AlteVite si è allargata, non vedevamo l'ora di condividere le nostre avventure nei boschi e in montagna.

Ormai sono passati più 2 mesi da quando lo utilizziamo e possiamo cominciare a dare la nostra opinione su questo passeggino.

Abbiamo comprato un Joggster Lite Twist modello 2016, dall'ottimo sito tedesco Babyartikel.

passeggino TFK Joggster Lite Twist
TFK Joggster Lite Twist in versione carrozzina


Il passeggino è in pieno stile tedesco: pochi fronzoli, funzionale e robusto.
Le caratteristiche principali sono:
- ruota anteriore bloccabile,
- freni posteriori,
- maniglione regolabile in altezza,
- adattatori per agganciare la navicella TFK o l'ovetto (di diversi produttori possibili),
- una vasta serie di accessori

Nonostante questa sia la versione lite (con componenti in carbonio) il peso di circa 13 kg si fa sentire. Inoltre, essendo lo scopo quello della robustezza su percorsi non cittadini, anche l'ingombro è notevole: una volta richiuso (cosa in sè molto agevole), riempie tuttavia tutto il bagagliaio della nostra Skoda Yeti, che non è certo piccolo.

Il montaggio è risultato tutto sommato abbastanza semplice ed intuitivo, nonostante le istruzioni lascino un po' a desiderare.

passeggino TFK Joggster Lite Twist
TFK Joggster Lite Twist
passeggino TFK Joggster Lite Twist
Le gomme 
Visto il tipo di passeggino, ci saremmo aspettati montassero le gomme da 12 pollici un po' più da offroad, ad esempio quelle che monta il TFK Joggster Adventure 2017.

Il maniglione è molto comodo ed è regolabile in altezza per adattarsi all'altezza del guidatore.

Il passeggino scorre benissimo sull'asfalto. Ma noi lo abbiamo scelto per andare in montagna e quindi su sterrato.
Con navicella e neonati, su percorsi accidentati purtroppo il bimbo viene molto sobbalzato. Le sole due molle posteriori che fungono da ammortizzatori non sono regolabili e forse sono tarate per quando il bimbo sarà un po' più pesante. Certo è che sarebbe stato bello avere una sospensione anche sulla ruota anteriore.
Abbiamo quindi provato ad usare la tecnica da mountain bike: regolando la pressione delle gomme la situazione migliora.
Da 2 atmosfere (per bimbi da 3-4 kg) siamo scesi a 1 atmosfera.
E' bene regolare la pressione in base al peso del bimbo e del percorso da fare.

passeggino TFK Joggster Lite Twist
Il passeggino TFK Joggster Lite lungo il Lago di Levico

Abbiamo provato il passeggino su percorsi con pendenze  aspre (25%) e si è comportato molto bene (sempre molto stabile). Per aiutarci abbiamo attaccato il laccio di sicurezza in dotazione sulla forcella della ruota anteriore in modo da poterlo anche spingere. In questo modo una persone spinge ed una tira e i limiti delle passeggiate in montagna con neonati si riducono drasticamente.

passeggino TFK Joggster Lite Twist
Il passeggino alle prese con una salita del 20%

Le ruote dal diametro generoso sono stati utili anche in spiaggia, dove però è importante bloccare la ruota anteriore per poter progredire oppure andare in retromarcia quando la sabbia è molto asciutta.

passeggino TFK Joggster Lite Twist
Il TFK Joggster Lite Twist in campeggio

Molto comodo il ripiano nella parte bassa del passeggino: la capacità di carico è ragguardevole ed ovviamente il passeggino è molto robusto da sopportare anche i carichi più esagerati (anche una spesa con bottiglie...).

passeggino TFK Joggster Lite Twist

Ci saremmo aspettati un sistema freni più importante (i lacci non tengono la regolazione e a volte si sganciano), delle gomme più indicate all'offroad e un sistema sospensioni migliori. 
Tuttavia l'aspetto meno positivo è il peso: 13 kg per un passeggino sono davvero tanti, soprattutto per un uso quotidiano come ne facciamo noi.

Il passeggino è robusto, maneggevole nonostante la stazza ed ottimo compagno per le passeggiate più impegnative. Per questi motivi, ricompreremmo il TFK Joggster!
Per ora lo abbiamo usato con navicella ed ovetto...vi faremo sapere come si comporterà nei prossimi anni a quote sempre più elevate!

Abbiamo da poco montato sul nostro T6 California Beach il nuovo portabici originale Volkswagen.

Esteticamente è meno bello del precedente ma comunque molto elegante e ben si sposa con le linee del California.

La fattura è robusta e funzionale. I materiali sono piacevoli alla vista ed al tatto.

Può portare fino a 4 bici, per un massimo di 60 kg, quindi anche le mtb più pesanti.

Le bici vengono trattenute in modo eccellente, non si muovono affatto.


Il nuovo portabici Volkswagen per il California T6

Il nuovo portabici Volkswagen per il California T6

Il nuovo portabici Volkswagen per il California T6


Il nuovo portabici Volkswagen per il California T6


Il nuovo portabici Volkswagen per il California T6

Parliamo un po' di misure. L'ingombro da aperto non è esiguo: 820mm dal portellone mentre la larghezza (o meglio la lunghezza delle canaline) è di 130cm.

Il nuovo portabici Volkswagen per il California T6

Tuttavia i progettisti Volkswagen probabilmente non conoscono molto il mondo delle mountain bike... con soli 56mm poche gomme delle moderne MTB ci stanno. Noi usiamo gomme da oltre 60mm di larghezza e ci stanno a fatica (magari sgonfiandole un po').

Il nuovo portabici Volkswagen per il California T6

I bracci telescopici sono molto resistenti ed ognuno ha la propria chiave.

Il nuovo portabici Volkswagen per il California T6

Utile infine la possibilità di spostare a destra e a sinistra le canaline, che distano solo 85mm. Questo consente di mettere su due canaline adiacenti le moderne MTB, che altrimenti non ci starebbero. Soluzione che comunque consente di ridurre lo spazio longitudinale che altrimenti arriverebbe quasi al metro.

Abbiamo provato ad aprire il bagagliaio con due mountain bike montate: il portellone è un po' pesante e non comodo da aprire ma una volta aperto sta su da solo: questo è fantastico!

Il nuovo portabici originale Volkswagen per il T6 è un ottimo prodotto, ma presenta alcuni aspetti che non giustificano il prezzo di 700 euro.
Alternativa valida e molto meno costosa è il Fiamma CarryBike T5/T6 Pro.



Gli smartwatch sportivi stanno avendo un grosso successo commerciale.

Considerando i prezzi e la vastità di modelli ho temporeggiato molto prima di acquistarne uno.

Prima ho voluto studiare un po' i modelli e le caratteristiche in attesa che sul mercato si trovasse un ottimo prodotto dal costo inferiore di un organo umano.

Tra le caratteristiche fondamentali che mi aspetto in uno smartwatch sportivo: un rilevatore satellitare  preciso e veloce nell'agganciarsi (magari che supporti anche la rete russa Glonass oltre che all'americana GPS), dimensioni e peso contentuti, tenuta della batteria, fascia cardio, buon software per il monitoraggio degli allenamenti, integrazione con Strava e caratteristica fondamentale.. deve essere multisport.
Per contenere i prezzi ho dovuto escludere l'altimetro barometrico (un orologio con questo sensore arriva a costare 100 euro in più.

Complice anche averlo visto dal vivo da un compagno biker che mi ha fatto un'ottima recensione, ho scelto il Polar M400, uno smartwatch cardiofrequenzimetro.


Ho trovato un ottimo prezzo sul mio sito di riferimento BikeDiscount (102 euro).

Anche se sul sito Polar viene descritto come orologio da Running, è possibile registrare centinaia di tipi di sport (mountain bike trail running, sci alpinismo, etc). Il tutto configurabile dalla proprio profilo di Flow, il SW gestionale di Polar.
Polar Flow offre tante statistiche utili nonchè consigli sugli allenamenti.
Riesce a determinare che tipo di allenamento hai fatto in base alle soglie cardiache, dando spunti per migliorare le proprie performance.
Tenendo il cellulare anche di notte, Flow riesce anche a darti informazioni sul sonno.



Tutto dello smartwatch cardiofrequenzimetro è davvero soddisfacente. Ciliegina sulla torta è l'integrazione con Strava.

I materiali mi sembrano davvero molto buoni, speriamo anche durevoli nel tempo. La calzata sia dell'orologio che della fascia non mi ha mai dato fastidio.

L'orologio prende il segnale satellitare davvero velocemente (ed anche dentro casa mia). Stesso vale per il linking con la fascia cardio.

L'orologio si interfaccia tramite con l'app Polar sul cellulare per sincronizzare allenamenti e il monitoraggio giornaliero.

Veniamo alle negatività:
- su Flow non è possibile importare le attività precedenti
- la sincronizzazione tra orologio e smartphone è un po' lenta
- i pulsanti dell'orologio sono troppo sensibili a click accidentali e poco sui long click.

Ad ogni modo, per me il prodotto è davvero completo e dall'ottimo rapporto qualità prezzo.
Da tempo ormai sono attenta ai prodotti che uso, in casa e sul corpo, per una questione tanto di salute che di rispetto dell'ambiente.

Tutto è iniziato ormai più di 20 anni fa, dopo aver scoperto di avere un'allergia da contatto al Fenossietanolo (Phenoxyethanol)  e al Cocamidopropyl Betaine.
Si tratta di conservanti usati praticamente ovunque, in particolare per i prodotti per il corpo (saponi, prodotti doccia, prodotti per i capelli, trucchi, ecc). Basta entrare in negozio e leggerne le etichette per capire quanto sia difficile trovare prodotti che non li contengano, e lo stesso vale per molti di quelli comprati in farmacia o in erboristeria.
Il primo passo quindi è stato quello di eliminare tutti quei prodotti che contenevano questi elementi, sostituendoli con i pochi altri disponibili.

È il 14 agosto, anche se in vacanza, la sveglia delle 6.30 am oggi non è così insopportabile: non stiamo più nella pelle!
Abbiamo appuntamento alle 8.00 am al centro bike e non vogliamo fare tardi. Oggi si pedala.
Al centro bike Moab Cyclery ci aspettano le Santa Cruz Heckler prenotate il giorno prima. Da lì le guide ci accompagneranno con il furgone all’inizio del tracciati e ci lasceranno lì, soli in pieno deserto.
Siamo a Moab (Utah) e alle 7.30am, quando lasciamo il campeggio, ci sono già 30 gradi.

Moab rim campark
Moab rim campark
Pochi minuti e ci accolgono i ragazzi del centro bike che due giorni prima ci hanno guidato nel primo giro di ambientamento a Dead Horse Point.

Dead Horse Point - Utah
Dead Horse Point - Utah
Dopo un inverno anomalo come questo, in cui la neve si è fatta decisamente desiderare, non c'è niente di più bello di seguire i segni della primavera che avanza... le giornate che si allungano, le temperature più alte, i primi boccioli sulle piante.
In particolare, amo constatare giorno dopo giorno i cambiamenti nel mio giardino, man mano che la vita torna nelle piante dopo mesi di colori tristi...
Per chi abita in bassa-media montagna non è difficile infatti avere un giardino colorato e vario, nonostante il clima rigido dell'inverno.

Nel 2014 siamo stati in vacanza tra la Svizzera e la Francia. Volevamo vedere il Monte Rosa e il Cervino (conosciuto nel mondo come Matterhorn).

Abbiamo scelto un percorso MTB che ci portasse il più vicino possibile per poter ammirare la montagna che forse è davvero la più bella del mondo.


Il giro che abbiamo fatto parte dal campeggio di Tasch, il paese che sorge poco più a valle di Zermatt.


Da tempo sognavamo di vedere la Norvegia, la sua natura aspra, le acque del mare, dei fiordi e dei laghi.

Questo viaggio sarebbe stato ancora più epico se fatto con il nostro amato camper Westfalia California T4 del 1992.





Così, nelle due settimane a cavallo di Ferragosto 2013, siamo riusciti a coronare questo sogno.


Il viaggio è durato 14 giorni ed abbiamo percorso 5.500 km circa attraversando le Alpi, percorrendo tutta la Germania e Danimarca per poi attraversare il mare del Nord a bordo dei super traghetti dei vikinghi.

Westfalia T4 tra i fiordi norvegesi